EDITORIALE POLARIS n.25 – E se domani? (Prospettive oltre la pandemia)

“Occhi d’aquila e avvedutezza di serpente.”

In risposta alla crisi pandemica si fa un continuo parlare di un Gran Reset dell’economia mondiale. Si tratta, di fatto, dell’evoluzione naturale di un processo determinato dall’evoluzione strepitosa della tecnologia e dell’informatica e dallo sconvolgimento degli equilibri mondiali imposto dalla crescita asiatica e dall’affermazione della Cina come seconda/prima potenza mondiale.

Alcuni sperano utopisticamente, altri disperano distopicamente, in un Governo Mondiale che non c’è, non ci sarà, né potrebbe esserci se non come pulsione suicida e autodistruttiva di una Governance che emerge nelle convergenze e nelle divergenze multipolari.

In verità si assiste alla doppia tendenza di convergenza nell’unità di una Governance sempre più oligarchica e dotata di mezzi di controllo e d’influenza di massa e della divergenza d’interessi e culture che si staglia nella nuova geografia geopolitica e anche nel processo di disgregazione – e di pre/aggregazione – della società civile.

Cosa ci attende il futuro? Questo si chiedono i più, corrucciati, smarriti, spaventati.
Un inferno orwelliano, sembrano dirci in molti.

Ma è davvero così o siamo in presenza di un corto circuito mentale simile alla “fine della storia” di Fukuyama?

Dobbiamo porci domande serie e andare a esplorare le tendenze evolutive della politica, della sociologia, dell’economia, della tecnica, della cibernetica, della robotica e della filosofia di vita

e ci accorgeremo così che i nostri neuroni tengono a stento il passo.

È quindi logico che prevalga lo sgomento di fronte a tante e tali svolte evolutive, a tanti e tali balzi in avanti quali mai la storia aveva conosciuto in precedenza.

Dobbiamo quindi paralizzarci come delle vecchie bigotte o è meglio guardare il tutto con occhi d’aquila e avvedutezza di serpente? Le rappresentazioni sacre e mitologiche ci dovrebbero venire in aiuto: che s’immagini Loki, Ermes, Shiva o lo stesso Prometeo (in parte assimilato a Lucifero), con tutte le ambiguità che essi sottendono e con le potenzialità estreme e contrastanti che vi sono legati, una cosa ci dev’essere chiara: di fronte a sfide epocali di tale portata, che si sprofondi negli inferi o che si ascenda alle stelle dipende da noi. L’inferno o il paradiso lo abbiamo dentro e sarà quello che porteremo in dote al nostro domani.

di Gabriele Adinolfi

Tratto da “Polaris – la rivista n.25 – E se domani? (Prospettive oltre la pandemia)” – acquista qui la tua copia