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Ma quale Babbo Natale. Ecco tutto ciò che devi sapere su Starlink, il trenino di Elon Musk che connette il globo

Internet ovunque e a chiunque. A prezzi stracciati, finanche gratis. Così il multimiliardario statunitense Elon Musk intende proseguire nella rivoluzione del globo, aprendo a scenari del tutto innovativi.

Il progetto Starlink di SpaceX, presentato nel gennaio 2015. ha assunto dimensioni e obiettivi ambiziosi nel corso degli anni, trasformandosi in una rivoluzione tecnologica nel settore delle comunicazioni satellitari. Tuttavia, il percorso verso la realizzazione della costellazione di satelliti non è stato privo di sfide e modifiche di percorso.

Un inizio promettente

Nel 2016, una struttura dedicata a Redmond, vicino a Seattle, ha visto la luce in risposta al progetto Starlink. Inizialmente, il piano prevedeva la conclusione della costellazione entro il 2020, ma le modifiche alle specifiche tecniche hanno portato ad un ritardo nel calendario. Nel febbraio 2018, i prototipi Tintin A e Tintin B sono stati messi in orbita per verificare le tecnologie e soddisfare le richieste della United States Communications Regulatory Authority (FCC).

La FCC ha poi autorizzato il lancio di un terzo della costellazione nel marzo 2018, a condizione che i test avessero successo.

Cambio piani

Inizialmente progettati per raggiungere un’orbita compresa tra 1100 e 1300 km di altitudine, i piani sono stati ridefiniti a causa della concorrenza di altre aziende. Nel 2018, SpaceX ha annunciato il lancio di una prima costellazione di 1600 satelliti ad un’orbita inferiore, a 550 chilometri di altitudine.

Svariati avvistamenti in tutta Italia. Tra lo stupore dei bambini e il complottismo dei terrapiattisti, il semplice passaggio di Starlink nei cieli peligni. Qui, in zona Sulmona (AQ). Fonte: ondatv.tv

Questa decisione ha accelerato notevolmente il progetto, con i primi lanci delle coppie di satelliti che hanno avuto luogo nel giugno 2019. Inoltre, i satelliti sono stati semplificati, trasmettendo solo in banda Ku invece di entrambe le bande Ku e Ka.

Che obbiettivi!

Per il 2025, SpaceX prevede di raggiungere 40 milioni di abbonati e generare un fatturato di 30 miliardi di dollari, con un costo di sviluppo e implementazione stimato in 10 miliardi di dollari. L’azienda prevede di dispiegare 2200 satelliti nei primi cinque anni come prototipi per i successivi.

Il progetto Starlink di SpaceX sta definendo nuovi standard nel settore delle comunicazioni satellitari, aprendo la strada a una connettività globale e accessibile. Con il suo impegno per l’innovazione, SpaceX continua a superare le sfide e a plasmare il futuro delle comunicazioni satellitari.


Navigare… tra le stelle

Il principio di funzionamento di Internet via satellite è un’affascinante sinfonia di tecnologia che collega gli utenti alla rete globale senza le limitazioni delle infrastrutture terrestri tradizionali. Questa modalità di connessione consente l’accesso a Internet da luoghi remoti o non coperti da reti terrestri, come zone marine, deserti o aperte campagne, superando le sfide della distanza dalle centrali di telecomunicazione o della mancanza di fibra ottica.

Internet via satellite si presenta come una soluzione all’avanguardia per raggiungere utenti al di là delle tradizionali reti terrestri. Questo approccio garantisce maggiore affidabilità, evitando la dipendenza da intermediari. Attuali fornitori di servizi, tra cui Viasat e HughesNet, utilizzano satelliti in orbita geostazionaria per offrire connettività a luoghi altrimenti remoti o difficilmente raggiungibili.

L’orbita geostazionaria: di cosa si tratta?

Gli operatori di Internet via satellite traggono vantaggio dall’utilizzo di satelliti in orbita geostazionaria, che possono coprire quasi un terzo dell’emisfero rimanendo costantemente sopra la stessa regione. Questi satelliti, in orbita circolare equatoriale, sono in grado di servire un’ampia area con un singolo satellite, limitato solo dal numero di utenti che utilizzano il servizio contemporaneamente.

Verso l’infinito e oltre

Nonostante i vantaggi, l’uso dell’orbita geostazionaria non è privo di sfide. La necessità di posizionare il satellite a un’altitudine di 36000 km introduce un notevole ritardo nella circolazione dei segnali. Questo ritardo, noto come tempo di latenza, può raggiungere i 600 ms, riducendo significativamente la reattività durante attività sensibili al tempo, come videochiamate (videoconferenze) o giochi online.

Per acuire la latenza, Musk ha nello spazio una flotta di circa 1160 satelliti. Gli utlimi sessanta proprio grazie alla spedizione del celeberrismo Falcon 9

Mica solo mera utopia…

Starlink, nonostante la copiosa pubblicità delle altre compagnie, già è in funzionamento, e i fatturati sono in netta crescita. È già facilmente reperibile, difatti, il kit per la sua attivazione, con costi alquanto ridotti. Dall’omonimo sito è possibile verificare la disponibilità del servizio che, ad oggi, permette internet sino ai 4mila metri di altitudine.

Insomma, il buon Elon parrebbe proprio sulla buona via nello sbaragliare la concorrenza coi suoi 300 megabyte di velocità al secondo di download. Senza considerare l’ambito traguardo del gigabyte anto sperato dal CEO di Tesla.

Le emozionanti fasi della prima in orbita per Falcon. Fonte: National Geographic

redazione

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