Ago Magnetico

FAMIGLIA: CRISI O TRASFORMAZIONE? – IDEE PER UN SUPERAMENTO CON VERTICALITÀ

La crisi attuale della famiglia e della sua istituzione può diventare un’occasione per ritornare ad una impostazione più “platonica” dell’educazione ai giovani.

Ma che genere di educazione dovrebbe essere impartita ai figli?

Nessuna educazione sarà efficace se resterà inchiodata al dualismo ideologico e agli schematismi tuttora imperanti.

di Giovanni Terlizi

“L’eugenetica ripugna a coloro che temono il suo verdetto” – Nicolàs Gòmez Dàvila

La crisi attuale di definizione della famiglia e della sua istituzione può diventare un’occasione per una trasformazione e un’impostazione più “platonica” dell’educazione ai giovani. Ma che genere di educazione dovrebbe essere impartita ai figli? Nessuna educazione sarà efficace se resterà inchiodata al dualismo ideologico e agli schematismi tuttora imperanti.

Prigionieri di vecchi schematismi socio-educativi

L’attuale modello secondo il quale si educano i giovani deriva da vecchie logiche schematiche. Cerchiamo di comprenderne la genesi.

La “Destra” – se conosce la sua matrice – è per la “Trascendenza Immanente” (Trascendenza Assoluta) e cerca di instaurare una Centratura di tipo “Trascendente” che governi il Divenire che è nell’immanenza, a differenza della “Sinistra” che – se conosce la sua di matrice – è invece per “l’Immanenza Trascendentale” (ossia l’Immanenza Assoluta). Tuttavia questa “Immanenza Assoluta” della “Sinistra” non implica necessariamente la società livellata e orizzontale, ma è semmai una Verticalità che invece di partire dalla “Centratura del Soggetto” con se stesso e con gli altri, si produce nell’immanenza del Molteplice e della “Molteplicità del Divenire”, come un “Processo di Verticalità senza Soggetto”. Un esempio di questa “Verticalità senza Soggetto” della “Sinistra” lo troviamo nei Situazionisti, o anche in Carmelo Bene e nella sua “Verticalità del Verso”. 

La “Sinistra” del “sindacalismo rivoluzionario” veniva dal Socialismo, eppure ha creato una dottrina Gerarchica – questo perché la “Sinistra” del “sindacalismo rivoluzionario” aveva compreso che il socialismo e la Sinistra non implicano affatto la “società orizzontale” che viviamo oggi. Infatti la “società orizzontale”, più che essere frutto del Socialismo, è frutto dell’Azionismo e del Partito di Azione, cioè di quella collaborazione tra liberali e socialisti che poi ritroviamo anche nella “società aperta” di Karl Popper e nella “Open Society” di George Soros (lo stesso Soros, tra l’altro, era allievo di Karl Popper).

Inoltre, una delle prime forme di “Open Society” l’abbiamo nella logica della tecnocrazia del Vaticano: possiamo dire che il Vaticano è una delle prime forme di “Open Society”, ma dobbiamo precisare che il vaticanismo inizia ben prima del cattolicesimo, ed è “idea tecnocratica” del “mercanteggio con la divinità”, quella stessa idea che si era diffusa nel senato corrotto del tardo-impero e che poi ha generato l’immigrazionismo dello ”Ius Soli Romano”, il quale ha poi posto le fondamenta per il “Battesimo Universale” e monoteistico del Cattolicesimo Romano e del cristianesimo, quello stesso mercanteggio con la divinità che ritroviamo poi nella “vendita delle indulgenze”.

Ciò non vuol dire che tutto il patrimonio culturale, spirituale e artistico del cattolicesimo si debba rifiutare – infatti questo articolo incomincia proprio con la frase di Nicolàs Gòmez Dàvila, che era un filosofo ed aforista cattolico. Come possiamo ben notare, ciò che è importante è sempre nella dimensione dello Spirito, non dell’etichetta a cui una persona o un pensiero appartiene.

La versione più forte ed emblematica del vaticanismo è il gesuitismo. I gesuiti nascono come braccio armato del Papato in un periodo di crisi per la Santa Sede e il gesuitismo è quella pratica in cui l’abilità diplomatica del Vaticano orienta le “tendenze” della società, attraverso delle scelte politiche e sociali che solidificano il rapporto strutturale che c’è tra Chiesa e Stato. Si veda in questo senso come un Papa gesuita come Bergoglio sia strettamente connesso con l’ondata di neo-umanitarismo progressista ed Azionista dei nostri giorni.

La “società livellata” – e quindi la “società orizzontale” – è quella che l’anarchico Max Stirner definiva con il termine di “società degli straccioni”,  laddove il termine “straccioni” indica una società in cui la Verticalità è stata soppressa, e quel che si realizza è invece l’incapacità del “Vivente” di espandere la sua potenza in maniera Verticale ed elevata, ossia in maniera più affermativa. Ricordiamo che Max Stirner veniva dalla “sinistra Hegeliana” di Marx, Feuerbach , Bakunin, Bruno Bauer ecc…

La società che concepì l’Azionismo ed il Partito di Azione era una società molto simile a quella odierna, in cui i Viventi sono come delle automobili bloccate dal gorgo del traffico, e dove le “scelte personali” sono prodotte dalle Tendenze e dal Trend – cioè dalla “coda del traffico” che si viene a formare – e di conseguenza tali scelte non possono né essere fatte dalla Tradizione (come vorrebbe la Destra), né tanto meno dalle istanze socialiste della Rivoluzione (come vorrebbe la Sinistra).

L’attuale modello critico con il quale si procede per educare i giovani deriva appunto dalla prospettiva “Azionista” ormai imperante. Ecco allora la Necessità degli educatori e dei tutori, capaci di liberare le anime dal gorgo prodotto dalla “Open Society”, che confonde l’ospitalità con il traffico di esseri umani, agghindato con una sorta di movida turistica e post-sessuale –l’Erasmus degli asserviti – quel “traffico di esseri umani” che non si pratica solo sugli immigrati, ma anche su coloro che vivono nella loro stessa nazione. Quel che rimane è il traffico di questo nuovo “capitale umano” e di questo nuovo gorgo che vediamo nel “fondamentalismo immigrazionista” dei nostri giorni, ammantato di una sorta di messianismo progressista post-identitario che sostituisce l’educazione (da e-ducere) con la formattazione.

La famiglia e la nuova educazione dei giovani: il “Progetto Solaris”

La crisi attuale di definizione della famiglia e della sua istituzione, dicevamo, può e deve diventare dunque un’occasione per una impostazione più “platonica” dell’educazione ai giovani, dove il figlio viene allevato non dai genitori biologici – che molto spesso sono più interessati ad “avere un figlio” che all’educazione stessa. Il che fa parte “dell’Ego robotico” che, avendo paura di morire vuole replicarsi come un virus biologico oppure come un virus informatico. “Ego robotico” che vuole prendere il posto del “Sé Divino” più profondo, spirituale e radicale.

Con il pretesto dell’amore genitoriale si nasconde di frequente la frase “Roba mia, vienitene con me“ del personaggio di Mazzarò tracciata dalla penna di Giovanni Verga nella novella “La Roba”. Mazzarò è un latifondista, ormai vecchio, che sta per morire e non accettando di perdere tutto quello che ha avuto dalla sua vita, comincia ad uccidere con il suo bastone le anatre e le galline di sua proprietà, dicendo “Roba mia vienitene con me” . Un tipico esempio di Ego reattivo e robotico.

Se l’obiettivo è l’educazione della gioventù affinché possa scoprire l’eugenetica dello Spirito, cioè quella eugenetica che non esclude l’importanza della biologia, ma anzi la attraversa pienamente per poterla meglio vivificare attraverso il proprio “daimon interiore” che è nell’Anima, allora occorre ritornare ai tutori e agli istitutori, e soprattutto i giovani devono vivere più con gli istitutori che con i genitori biologici, poiché la genealogia più importante è quella spirituale, che attraversa l’aspetto biologico – senza tuttavia sopprimerlo – per poi “Rinascere nello Spirito”. Infatti lo Spirito non è l’Anima, ma è “l’Anima Risvegliata”. Occorre quindi una disciplina che possa Risvegliare in maniera radicale le Anime, e questo lo si può fare attraverso tutori ed istitutori.

In una nuova e “Verticale” proposta educativa – che chiameremo “Progetto Solaris” – si possono ipotizzare dei campi scout indirizzati al raggiungimento di uno stile di vita filosofico, spirituale, comunitario. Una volta istituzionalizzata la figura del precettore, potrebbe essere opportuna anche la figura di un “intermediario” tra costui e il genitore biologico, poiché l’aspetto del genitore biologico non va soppresso, ma si completa in quelli del tutore e dell’istitutore.

CS POLARIS

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